mercoledì 9 gennaio 2013

Arduino, costruire facile e Open Source


Ciao a tutti,

in questo post voglio parlare di un piccolo aggeggio che sta rivoluzionando il mondo tecnologico e non solo, creando una vera e propria community in tutto il mondo.
 
All'occhio inesperto (quale ero pure io) potrebbe sembrare un pezzo di computer o il contenuto di qualche elettrodomestico, in verità non è così distante dalla verità, solo che non è un pezzo di qualcosa di esistente, ma è bensì il punto di partenza per costruire qualcosa di nuovo. Si chiama Arduino ed è il frutto di un sogno di un giovane italiano, Massimo Banzi, che ha cercato di estendere il concetto di "Open Source", oltre che al Software che ormai è diventato una realtà consolidata, anche all'Hardware per dare la possibilità a chiunque di pensare, progettare e infine costruire le proprie idee.

In sostanza si tratta di un microcontrollore, ovvero una specie di mini computer che è in grado di ricevere delle informazioni, elaborarle e restituire un output attraverso dei segnali digitali ed analogici associati a veri dispositivi elettronici come ad esempio un led, un sensore di temperatura, uno schermo LCD, un motore ecc... sulla base di quanto gli viene detto di fare, ovvero come viene programmato.

Una volta aperta la scatola, ci si trova davanti ad oggetto ancora "vuoto", ovvero se lo attacchiamo alla corrente non fa assolutamente niente, è un involucro che deve essere riempito a piacimento collegandolo al PC e programmandolo. Qualcuno si chiederà "E quindi? Qual'è questa novità?" la novità sta nel concetto di Open Source sia dal punto di vista dell'Hardware che del Sowtware.
Solitamente l'Hardware era un concetto estraneo agli appassionati che volevano sperimentare qualcosa, dovuto agli alti costi e alla blindatura delle case produttrici che lo facevano interagire solo con determinati componenti e soprattutto con un software proprietario solitamente a pagamento, Arduino invece rende accessibile anche l'Hardware grazie ad un costo molto basso, la scheda costa poco più di 20 euro e poi sono a disposizione una miriade di componenti aggiuntivi trovabili ormai quasi ovunque a prezzi molto bassi (scheda ethernet, blootooth, wireless, oppure servomotori, ruote, pannelli solari e chi più ne ha più ne metta), dal punto di vista Software, invece, l'Open Source è come già lo conosciamo, ovvero un linguaggio di programmazione aperto, molto facile da usare (basato principalmente su C), con un ambiente di sviluppo (IDE) scaricabile dal sito e anch'esso molto basilare e di facile intuizione, oltre ad un'infinita gamma di librerie già sviluppate dagli utenti di tutto il mondo pronte per essere utilizzate per i propri progetti.

Io sono appassionato di tecnologia, ho delle conoscenze informatiche, ma nessuna conoscenza a livello elettronico, per me un circuito era un concetto totalmente agnostico. Leggendo su una rivista (Wired) di questo progetto, totalmente italiano, conosciuto in tutto il mondo e in continua evoluzione, mi sono appassionato, ma pensavo fosse troppo distante per le mie competenze, finché ho letto della messa in commercio del Arduino Starter Kit: un meraviglioso kit contenente Arduino, i vari componenti principali, una serie di cartoncini colorati e pezzi di compensato per fare i primi progetti grazie ad un ricco libro di 170 pagine con ben 15 progetti passo passo per comprendere i vari componenti della scheda. Il libro parte dai progetti più semplici come accendere un led, senza interazione con Arduino, giusto per avere le basi dell'elettronica, per finire con progetti più complicati e personalizzabili.

Io sono ancora in fase di sperimentazione, ma è entusiasmante creare qualcosa e provarne il funzionamento, ho molte idee in testa con progetti che già si trovano online, in rete si trova di tutto, ci sono molte applicazioni di domotica, si possono accendere luci, la caldaia o aprire le finestre, il tutto comodamente dal pc o dal proprio smartphone, ma poi ci sono applicazioni anche più complesse o artistiche, quadricotteri, strumenti musicali laser, videogiochi, insomma basta avere un po' di fantasia e con pochi euro si può realizzare un prototipo.

Come dicevo prima questo fenomeno ha creato una nuova corrente di appassionati chiamati Makers, come li definisce Wikipedia "un'estensione su base tecnologica del tradizionale mondo del fai da te", che hanno creato una vera e propria comunità virtuale dove si scambiano consigli, idee, condividono risultati e creano team di sviluppo.

Beh qui c'è proprio da sbizzarrirsi, chiunque ne fosse interessato mi contatti per creare un team e provare a cambiare il futuro...

Ciao a tutti e buone idee.

Omar

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