martedì 11 dicembre 2012


Ciao a tutti,

è un bel po' che non aggiorno il blog, ma sono stato impegnato, stavolta attivamente a cercare e promuovere le mie idee.

A tal proposito vi segnalo un concorso che però sta per scadere dove è possibile presentare le proprie idee e partecipare alla possibilità di ricevere un finanziamento di ben 100 000 euro per l'avvio della propria Startup. https://prendipartealcambiamento.ingdirect.it/officina-cambiamento.php

Il concorso è cofinanziato da ING-Direct e H-Farm la prima la conoscerete tutti, la seconda forse no e per me è una realtà che mi rende fiero di essere italiano, oltretutto ha sede nella alla mia terra d'origine, il Veneto, viene definita da molti la Silicon Valley italiana.

H-FARM si propone al mercato con il doppio ruolo di incubatore e investitore: da un lato fornisce alla startup il capitale necessario al suo avvio (seed capital), dall’altro affianca il team con un approccio imprenditoriale, attraverso la fornitura di un range di servizi amministrativi, finanziari e commerciali.

Io ne ho approfittato e ho presentato due progetti:
  1. Open Genius: un progetto di crowfunding incentrato sulla ricerca, un modo per avvicinare la ricerca alle persone, farla conoscere e trovare collaboratori e investitori con una modalità innovativa;
  2. ItalKit: un nuovo modo per vendere il cibo italiano all'estero con la formula "all-inclusive".

Date un'occhiata ai progetti https://prendipartealcambiamento.ingdirect.it/officina-cambiamento-progetti.php e se vi va mettete un "like" sui miei.

Non dimenticate di proporre anche le vostre idee a questo concorso o ad altri, in ogni caso non smettete mai di sognare, l'economia sta cambiando radicalmente e noi potremo subirla passivamente o viverla da protagonisti. Io preferisco la seconda opzione.

Ciao a tutti e buone idee.

Omar

domenica 11 novembre 2012

Contraffazione



Ciao a tutti,

qualche giorno fa vedendo un articolo sul TG che parlava dell'annoso problema della contraffazione che ruba soldi pubblici e occupazione agli italiani, mi è venuta in mente un'idea, ovvero creare una semplice App che consenta di verificare l'originalità di un prodotto.

Certo prima di tutto occorre definire cosa si intende per "originale", pensavo quindi ad una sorta di DB nazionale che cataloga ogni prodotto, ritenuto tutelabile, identificandolo con un codice univoco, irriproducibile e chiaramente difficile da  contraffare.

Ho pertanto iniziato una ricerca sul web per capire se esistesse già un servizio del genere e mi sono imbattuto in originalcheck, un sito che da la possibilità al produttore di caratterizzare univocamente ogni proprio articolo attraverso un codice prodotto casualmente e univoco. Il servizio infatti assomiglia a quanto avevo pensato ma non del tutto, mi spiego meglio, quello proposto è un servizio a pagamento offerto alle aziende per assegnare un codice di identificazione ad ogni prodotto per diverse finalità, tra le quali emergono la tracciabilità e il marketing, è quindi più importato sul vendere un servizio utile all'imprenditore piuttosto che all'utente finale. Trattandosi di impresa giustamente è orientata al profitto, però si allontana dalla mia idea iniziale.

Quello che pensavo io, forse è un progetto più ambizioso e sicuramente difficile da realizzare, a meno di un supporto di istituzioni  preposte alla tutela del consumatore e delle stesse aziende.
In sostanza l'idea sarebbe quella di creare un algoritmo che assegni ad ogni prodotto che viene immesso sul mercato, un codice univoco e intelligente, ovvero che contenga tutte le informazioni per risalire al produttore, origine, data di creazione ed eventualmente la scadenza e, chiaramente, ne attesti l'originalità. Una volta prodotto il codice questo deve essere posto nella confezione e comunicato alle autorità preposte per tale scopo, attraverso un meccanismo online, magari con il semplice scanning del codice (es. QR code) attraverso appositi scanner collegati in rete, i codici saranno quindi comunicati al Server attraverso un protocollo di comunicazione criptato e infine salvati nel DB online.
Per confermare l'originalità di un prodotto basterà quindi verificare che il codice del prodotto sia disponibile nel DB online, attraverso un sito internet, con una App scannerizzando direttamente il codice con lo smartphone o con appositi scanner per gli esercizi commerciali.

Ora per fare il punto sulla sicurezza, possiamo affermare che con un algoritmo casuale e inaccessibile possiamo garantire l'impossibilità di creare un nuovo codice, resta però sempre il problema della duplicazione di un codice applicato ad un prodotto simile, se il prodotto contraffatto rispetta le caratteristiche registrate per l'originale, la verifica online darebbe esito positivo.

La soluzione potrebbe essere quella di registrare la data del primo acquisto all'atto dell'acquisto, in questo modo ogni prodotto se il cliente dubita sull'originalità del prodotto può verificarlo immediatamente, se il codice non è presente nel DB online la contraffazione sarà evidente, se invece il codice è presente ma risulta associato ad un prodotto venduto, comparirà la data e la località di acquisto. Oltre a questo si potrebbe prevedere una sorta di warning per le verifiche multiple di uno stesso codice, segnalandolo eventualmente anche alle attività di controllo, un comportamento tale infatti, soprattutto se effettuato in località diverse porterebbe a pensare ad un caso di copia del codice.

Beh l'idea è ancora in fase di gestazione, però si accettano consigli.

Buone idee a tutti

Ciao
Omar


mercoledì 17 ottobre 2012

Best place to work or best work for me?


Ciao a tutti,

in questo periodo si sentono spesso parole come crisi, disoccupazione, contratti a progetto, stabilità; sicuramente sono i temi caldi di questo tempo, ma una volta trovato il lavoro siamo sicuri di essere veramente felici?
Io questa domanda me la sono posta, il mio sogno è sempre stato quello di alzarmi la mattina, fare colazione e uscire canticchiando contento di andare a fare quello che veramente mi piace, come quando andavo all'università, sicuro di andare ad apprendere qualcosa di nuovo, fare due risate coi miei amici e respirare un po' di futuro.

Nella vita reale però non sempre è così, solitamente si dice qualcosa del tipo "non mi posso lamentare con la crisi che c'è in giro...", questo però è sintomo di rassegnazione e rinuncia che spesso di traducono in lavoro di modesta qualità e poco "engagement" (come si dice nella società globale), considerando poi che la maggior parte della nostra giornata è occupata dal lavoro, direi che è sintomo di scarsa qualità di vita.

Ma come si fa a trovare il lavoro che fa per te? Non necessariamente è quello che hanno fatto i tuoi genitori o quello che ritenevi potesse essere quando andavi ancora a scuola, anzi le idee si schiariscono quando ormai hai già iniziato il percorso scolastico e pure l'università, la maggior parte delle volte ci si trova imbottigliato in una situazione difficile da sbrogliare e non ti resta che seguire la corrente.

Quindi come si fa?

La risposta come spesso è più semplice del previsto, occorre analizzare le abitudini, gli interessi e le attitudini dell'individuo, ovvero considerarlo come persona che si deve adattare ad un macrocosmo a lui congeniale, in poche parole basta cercare il lavoro che ti assomiglia!

Il recruiter quindi non dovrebbe più interrogare il candidato sugli aspetti tecnici che la posizione impone di possedere, ma bensì dovrebbe analizzarne il carattere, quindi una ricerca di natura più psicologica che  tecnica.
Questo almeno secondo i ricercatori Claudia Harzer e Willibald Ruch, che ritengono sia la personalità la qualità predominante, c'è chi è positivo e ottimista anche nelle situazioni più difficili, chi sa mantenere il self-control in momenti imbarazzanti, chi è gentile e generoso e chi è naturalmente incline al lavoro di gruppo e alla collaborazione tra colleghi.

Certo uno cambiamento del genere non può partire solo da chi assume, dovrebbe essere ridisegnato l'intero percorso di istruzione in modo da costruire delle solide basi su cui costruire la struttura che si ritiene più congeniale una volta raggiunta la consapevolezza. Per far ciò la scuola e soprattutto l'università dovrebbe aiutare lo studente a identificare le proprie attitudini e punti di forza, inoltre penso che il percorso scolastico obbligatorio dovrebbe essere più breve lasciando lo spazio per continuare solo a coloro che veramente ne hanno intenzione e ne abbiano le capacità.

Penso sia estremamente interessante questa ricerca e spiegherebbe come tanti manager utilizzano le vacanze per rilassarsi coltivando l'orto o facendo delle attività di volontariato, quindi perché adattarsi a ciò che la società ci impone se possiamo deciderlo da subito?

Solo utopia o è possibile cambiare?

L'articolo completo lo trovate su Repubblica.

Buone idee a tutti.

Omar

martedì 2 ottobre 2012

Wikispeed




Ciao a tutti,

in tempi in cui tutti cercano di vincere la guerra all'esclusiva brevettando i propri prodotti per impedire l'entrata di concorrenti,  c'è una filosofia che da un bel po' sta cercando di ribaltare questa concezione, ovvero rendere disponibile a tutti il materiale e le conoscenze per lavorare, imparare, produrre, creare ecc... sto parlando dell'Open Source. Certo sembra quasi un'ovvietà parlare oggi di "Open Source", moltissime aziende usano software open source nelle proprie aziende in ogni campo, anche il mondo del Web ha beneficiato dell'avvento dei CMS (Content Management System) che danno la possibilità a tutti di crearsi un sito Web.

Quello di cui vi volevo parlare oggi però è un qualcosa di più perché va a toccare un mercato lontano dal concetto dell'Open Source, ma addirittura lontano dall'imprenditorialità viste le evidenti barriere d'ingresso e gli elevatissimi costi fissi.
Non tutto però deve rimanere così come l'abbiamo conosciuto finora, almeno questo è quello che pensa Joe Justice, semplice consulente informatico con un'intuizione che lo ha portato a creare un progetto a dir poco innovativo e che potrebbe sconvolgere il mercato dell'automotive.
Lavorando su un progetto che simulava il comportamento dei motori per aumentarne l'efficacia ha avuto l'illuminazione, abbracciando l'idea di permettere a tutti di crearsi un auto in casa senza la necessità di competenze specialistiche, ma semplicemente ordinando i singoli pezzi e seguendo le istruzioni, una sorta di "auto ikea".

Inizialmente non ci credeva tanto nemmeno lui, il progetto era veramente ambizioso, ma nel tempo ha trovato sostenitori e collaboratori e dopo ore di lavoro, cambiamenti, evoluzioni, il tutto senza per forza ricominciare da capo, ma applicando la famosa logica della "programmazione ad oggetti" tipica del mondo informatico, è riuscito a creare il primo esemplare funzionante a tutti gli effetti.

Ad oggi le auto prodotte sono 4 e altre 3 in costruzione, grazie alla collaborazione di persone da ogni parte del mondo, collegati via skype per fare i test e tutti con l'entusiasmo di far parte di un progetto importante.

Potete seguire il progetto nel suo blog ufficiale Wikispeed.com.

Di seguito il link dell'articolo completo su Repubblica. link articolo

Penso che la collaborazione sia il mezzo più potente che abbiamo in questa generazione soprattutto grazie alla facilità di comunicazione che ci viene offerta dal web.

A presto e Buone idee a tutti
Omar



martedì 12 giugno 2012

Couch Commerce

Ciao a tutti, 
ormai è evidente come l'e-commerce non sia più una scommessa ma una realtà consolidata che, anche se con il solito ritardo, sta prendendo piede anche in Italia con un valore di circa 19 miliardi di euro nel 2011 e in rapida crescita anche nel 2012 (Fonte Casaleggio Associati).
Il punto debole attualmente è l'esigua presenza delle aziende italiane sul mercato internazionale, considerando le scarse barriere d'entrata nel mondo dell'e-commerce, è sicuramente uno sbocco per molte piccole e medie aziende che producono merce e servizi di qualità ma che non trovano in Italia una domanda sufficiente alla loro potenzialità produttiva.

Ma questo è un altro discorso che affronterò a tempo debito, ora occupiamoci del titolo di questo articolo Couch Commerce, dall'inglese "couch=divano", sta a identificare l'abitudine di effettuare acquisti online nei momenti di relax come può essere il divano di casa.

Vari studi di marketing dimostrano che il momento più propizio per l'acquisto online è la sera, al ritorno dal lavoro, quando si scarica la tensione giornaliera e ci si dedica un po' a se stessi; una bella doccia, un po' di musica, due chiacchere e nel frattempo si accende il nuovo tablet fiammante per "surfare" un po'.
E' proprio qui che siamo più recettivi e propensi a comprare, la voglia di coccolarci con un paio di scarpe nuove, programmare la vacanza o comprare un coupon per una cena esotica di coppia.
Questo è il momento in cui viene utilizzato maggiormente il tablet che sta diventando uno strumento di massa utilizzato nel tempo libero, momento per l'appunto ideale per effettuare degli acquisti online.

Il problema (o come preferisco io l'opportunità) sta nel fatto che molti siti che conosciamo, più o meno importanti, non sono ottimizzati per una fruizione attraverso un device mobile come, appunto il tablet, pertanto la navigazione diventa lenta, difficile e decisamente poco attrattiva.
Ottimizzare i negozi di e-commerce per la navigazione via tablet attraverso app opportune che consentono una visualizzazione pulita, fluida e minimale, adatta ad uno schermo più piccolo e in modalità touch, è un'opportunità secondo me molto importante visto anche  l'incremento del numero di tablet venduti (vedi il grafico di seguito, fonte www.couchcommerce.com).

Un'attività di ottimizzazione legata ad una campagna pubblicitaria adeguata potrebbe portare a dettare le regole ad una nuova visione dell'e-commerce fruibile da tutti in pochi click.

Buone idee a tutti

Omar

martedì 5 giugno 2012

Piccole Aziende con vetrina sul mondo

La crisi ha investito tutti, eppure la gente con i soldi si vede ovunque, solo che il piccolo negozio di paese o la boutique del centro non rende più come un tempo e, in alcuni casi, diventa un peso più che una fonte di guadagno.
Il punto è, se sono convinto di produrre o commerciare articoli o servizi di buon livello e ad un prezzo vantaggioso, perché non riesco più a guadagnare come dovrei?
La risposta è semplice: la maggior parte delle volte ci si rivolge ad un pubblico sbagliato.

La soluzione viene dalla tanto conclamata "globalizzazione" o "mercato globale", paroloni utili a volte solo a riempire la bocca di qualche giornalista, che però hanno un senso compiuto e degli enormi vantaggi per chi sa sfruttare ogni situazione nel verso giusto.
Per farla breve, l'apertura del commercio a livello internazionale, fa si che un'azienda locale può diventare un'azienda internazionale con una vetrina sul mondo.
Per aprire il proprio negozio al mondo virtuale occorre semplicemente un sito che oggi si può fare in pochissimo tempo e con una grafica di buon livello da chiunque abbia una minima dimestichezza con il pc e con internet senza essere guru dell'HTML, CSS, Javascript e chi più ne ha più ne metta.
Una volta messo online il sito, dopo l'eccitazione iniziale, arriva nella maggior parte delle volte la delusione perché il sito non decolla, le visite sono poche e le vendite quasi un miraggio.

E' qui che entra in gioco l'attività del SEO specialist ovvero colui che con un'analisi spinta e una serie di tecniche di medio-lungo periodo, aumenta il numero di visitatori e fa salire il ranking del sito nei risultati di ricerca dei motori di ricerca, un po' come un trasloco del negozio nella via principale della città, una vetrina più intrigante e un'assortimento più vasto.
Un'azienda che ha creduto in questa sfida cercando di estendere il suo business dal contesto paesano a un mercato globale è una gioielleria di Noale che ha sempre venduto i propri orologi e gioielli ai compaesani ed ora sta ottenendo i suoi primi risultati nel web con un incremento esponenziale delle visite e delle vendite con una soddisfazione sempre maggiore.
Il sito è www.orologiebijoux.com ed è in continua evoluzione, fra poco sarà disponibile anche la versione in inglese (anche se ha già effettuato delle vendite all'estero). 

I prezzi sono ottimi e la spedizione gratuita. Consigliato!

Ciao a tutti

Omar

martedì 24 aprile 2012

Social Network e Business


Ciao a tutti, 

è un po' che non aggiorno il blog in effetti, solo che sto portando avanti dei progetti e il tempo non basta mai...
Come già detto, la mia passione per il Web-Marketing mi ha  portato ad avvicinarmi a questa interessante attività sotto vari aspetti, dall'analisi dei dati su un sito web (Google Analytics), all'ottimizzazione dello stesso con le varie tecniche SEO, fino alla promozione a pagamento e quindi Google AdWords (di cui ho già preso la certificazione).

Ultimamente mi sto specializzando nell'ottimizzazione di un sito web; una volta creato un bel sito con una grafica accattivante, una struttura di facile navigazione e con contenuti interessanti, per far sì che i motori di ricerca possano accorgersi della presenza del sito, è indispensabile che lo stesso sia indicizzato e ottimizzato agli occhi dei motori di ricerca.

Per raggiungere l'obiettivo ci sono svariate tecniche, dall'ottimizzazione interna al PageRank, all'analisi delle keyword più ricercate ecc.... un fattore che ultimamente sta acquisendo  sempre maggiore importanza è la presenza attiva nei social network.
Facebook, Twitter, Google+ e compagnia, oltre ad essere degli strumenti ludici per passare il tempo e condividere pensieri, foto ed emozioni con amici o persone mai conosciute, oggi stanno diventando uno strumento prezioso per il marketing sia in maniera diretta che indiretta.

Per strumento diretto di marketing, intendo l'utilizzo di Facebook & company per la pubblicità diretta sui social network (come AdWords), ma di questo argomento ancora non ho abbastanza informazioni, anche se mi interessa molto, magari vi aggiornerò nel prossimo post.

Per strumento indiretto di marketing, invece, intendo la presenza attiva sul mondo social per le società che hanno già un sito web. Occorre quindi avere una pagina privata nel social network che rappresenti la società e il brand che espone, la pagina dovrà contenere  contenuti sempre aggiornati, come articoli interessanti, il lancio di un nuovo prodotto, promozioni speciali o partecipazione ad eventi e fiere; i motori di ricercano apprezzano molto la presenza nei social network, ma come detto prima i contenuti devono essere aggiornati periodicamente e attirare l'interesse degli utenti per far crescere la popolarità del sito e quindi acquisire importanza nei risultati di ricerca, per far questo è necessario un effort non indifferente in termini di tempo che tante volte l'azienda non ha.

Da qui nasce l'esigenza di pagare un Web editor con lo scopo di inserire articoli e aggiornamenti interessanti per fidelizzare la maggior parte degli utenti, creare un'immagine positiva e sociale all'azienda e migliorare la posizione del sito nei motori di ricerca.

Siti come Banzai.it hanno creato il loro successo solamente grazie alla quantità e alla quantità di contenuti.



Ecco quindi una nuova figura che sembra interessare molto ai giovani, occhio però c'è un bel po' di differenza tra lavoro e "cazzeggio" :)

Ciao e buone idee a tutti

Omar

mercoledì 21 marzo 2012

New Drop Ship




Ciao a tutti,

oggi mi sono imbattuto in un termine molto in voga qualche anno fa e che aveva attirato la mia attenzione quando cominciavo a sentire il bisogno di un'idea imprenditoriale.
Mi riferisco al Drop Ship (o dropshipping), l'avevo scoperto studiando Ebay in quanto mi sembrava il modo più innovativo e redditizio per dare il via ad un'attività commerciale con un bassissimo investimento iniziale.

Leggendo varie guide e articoli ho trovato questa nuova idea del Drop Ship il cui "padre fondatore" era Daniele Penna, definito Guru nel settore e per l'appunto fondatore del Drop Ship in Italia.

Di seguito la definizione tratta da Wikipedia per dare una definizione più appropriata:

Per Drop Ship (anche conosciuto come drop shipping o dropshipping ) si intende un modello di vendita grazie al quale il venditore vende un prodotto, ad un utente finale, senza possederlo materialmente nel proprio magazzino.
Il venditore, effettuata la vendita, trasmetterà l'ordine al fornitore che in questo caso viene chiamato "dropshipper", il quale spedirà il prodotto direttamente all'utente finale.
In questo modo il venditore si preoccupa esclusivamente della pubblicizzazione dei prodotti, senza le relative incombenze legate ai processi di imballaggio, spedizione e garanzia che invece sono a cura del fornitore.

Inizialmente l'idea mi aveva entusiasmato, ma le regole di Ebay stavano cambiando e per vendere online era necessario investire, quindi ho lasciato un po' perdere. 
Oggi ho letto un articolo che racconta di come il Drop Ship in Italia stia andando molto male dopo il boom iniziale a causa di molti fattori che non consentono più un guadagno consistente ai venditori e un'esperienza e-commerce di scarsa qualità. 
Di seguito il link all'articolo: Perchè il Dropshipping in Italia non funziona più!

In verità una versione "2.0" del Drop Ship io l'ho già pensata e iniziata ad attuare con un paio di siti per il momento, non si tratta di un negozio virtuale che ospita migliaia di negozi come il Drop Ship, ma di un metodo diverso per consentire a un venditore di vendere articoli non suoi e guadagnarci, naturalmente facendo guadagnare anche il venditore (forse anche di più).

Mi spiego meglio, quello che si propone ai potenziali clienti è la creazione o il restyling di un sito web per trasformarlo in un sito di e-commerce con tutte le più moderne funzionalità, dalla spedizione al pagamento con carta di credito, skype ecc... offriamo supporto dal lato gestionale e soprattutto sul marketing (con eventuali campagne pubblicitarie). La parte innovativa sta nell'offerta economica, in quanto invece che chiedere fior di quattrini per il sito, si potrebbe chiedere un piccolo contributo iniziale per le spese di creazione e un contratto percentuale sulle vendite future in modo che, da un lato noi siamo interessati a spingere il prodotto e dall'altro il cliente non è costretto a fare un investimento sostanzioso iniziale per far partire la sua attività online.

Non scendo troppo nel dettaglio, ma se avete idee scrivete.

Ciao e buone idee

Omar

mercoledì 14 marzo 2012

Google Panda

Ciao a tutti,

in effetti è un bel po' che non aggiorno il blog, ma mi sono seriamente immerso nell'approfondimento dei vari strumenti che Google mette a disposizione gratuitamente per formarsi nei temi del Web Marketing, SEO e Advertising. 
In particolare sto cercando di impossessarmi di tutti i segreti di AdWords per diventarne un esperto certificato, quindi per chi avesse bisogno di consulenza... :)

Tornando a noi e al titolo dell'articolo, oggi, curiosando sui contenuti di un evento di Web Marketing che si terrà a Rimini BE-Wizard, ho scoperto che si parlerà anche di Google Panda, così mi sono informato.

Google Panda è il nuovo algoritmo messo in piedi dagli uomini di Google nel 2011 per evitare di presentare come risultato delle ricerche le Content Farm, ovvero tutti quei siti aggregatori di notizie e con contenuti poco interessanti, replicati, con il solo scopo di pubblicare link a pagamento e guadagnare con AdSense.

Le opinioni sembrano essere contrastanti, c'è chi asserisce che il nuovo algoritmo vada a penalizzare tutti i siti che, per loro natura, pur fornendo un servizio utile, contengono dei contenuti duplicati, ad esempio i siti di e-commerce, gli aggregatori di notizie, i comparatori di shopping, alti invece hanno accolto il nuovo algoritmo con entusiasmo in quanto hanno riscontrato un miglioramento del posizionamento del proprio sito.

Sta di fatto che il business accennato in qualche mio post precedente "Arbitraggio" non è da considerarsi più valido, d'altronde c'era da aspettarselo :)

Buone idee a tutti.

Omar

mercoledì 15 febbraio 2012

15 minuti di notorietà


Quest’idea nasce da un tentativo di emulazione del genio che ha venduto una pagina html per un milione di dollari vendendo ogni singolo pixel per fare pubblicità, di seguito il link di Wikipedia:  The_Million_Dollar_Homepage il ragazzino in questione è diventato una star tanto da intervenire nelle università per spiegare le ragioni del suo business.

Il tempo è passato e la tecnologia chiaramente ha fatto passi in avanti, quello che mi è venuto in mente è mettere a disposizione una pagina a tempo per chiunque, creare quindi un sito dinamico che cambia con il tempo, anzi che si stravolge al passare delle ore e a disposizione di tutti, gratis o a pagamento.

Il sito si presenta come una semplice pagina web, semplice ma dove è chiaro che il contenuto è scelto direttamente dagli utenti, l’utente può registrarsi al sito e inserire il proprio contenuto attraverso un semplice form di editing, ma dove può inserire anche codice html e quindi incorporare video, musica, pubblicità ecc...

Attraverso l’unico pulsante presente sul sito “Pubblica” sarà possibile procedere con l’iscrizione, visualizzare su un calendario la disponibilità della fascia oraria e procedere con l’iserimento del contenuto. 
La pubblicazione può avvenire in maniera gratuita o a pagamento, la pubblicazione gratuita è concessa ad ogni nuovo utente registrato e da la possibilità di pubblicare il proprio contenuto per un tempo di 15 minuti, se invece si vuole pubblicare per più tempo occorre pagare una tariffa:
  • 3 euro mezz’ora
  • 5 euro un’ora
  • 30 euro 4 ore
  • 50 euro 8 ore
  • 100 euro 24 ore

Non c'è limite per la pubblicazione a pagamento.

Un possibile sviluppo del sito potrebbe essere l’introduzione di un sistema d’aste per l’aggiudicazione delle fasce orarie più calde, stabilite in base all’analisi del sito dopo i primi mesi di utilizzo, oppure la possibilità di prenotare per il mese successivo pagando una tariffa doppia.

Possibili utilizzi del sito:
  • dichiarazione d'amore
  • video scherno ad amici
  • denuncia
  • pubblicazione di pensieri
  • pubblicità
  • ....

Che ne pensate?

Ciao
Omar

giovedì 2 febbraio 2012

Scoviamo gli evasori?

Quante volte, magari all'estero, vi siete sentiti dire che in Italia sono tutti uguali, che non c'è nessuno che lavora sul serio, che siamo un popolo di evasori e faccendieri...
In questo periodo più che mai, in cui dai telegiornali si sentono sputare cifre esorbitanti di evasione abituale, cifre che da sole risolverebbero i problemi di una nazione chiamata al sacrificio, beh in questo periodo ci sentiamo sempre più incazzati con i furbetti che continuano a metterci le mani in tasca: gli evasori.
Per questo qualche giorno fa ho pensato che un'idea interessante potrebbe essere quella di mettere a disposizione dell'utente un portale in cui inserire segnalazioni anonime, magari anche con foto o video per dare un contributo alla società e sentirsi finalmente in grado di fare qualcosa.
Giusto oggi però, ho scoperto che qualcun'altro già ci aveva pensato creando un App tramite la quale denunciare chi non emette fattura o scontrino fiscale, sembra ben fatta e faccio i complimenti a chi mi ha anticipato :(

Di seguito il link dell'App tassa.li

La prossima volta cercherò di anticipare io gli altri...

P.S. I vostri suggerimenti sono sempre graditi.

Ciao
Omar

venerdì 27 gennaio 2012

Personal Shopper


Vivere in una grande città ha i suoi lati negativi, basti pensare al costo della vita, il traffico, lo stress, però ha anche molti lati positivi, uno di questi è la possibilità di avere a disposizione un numero elevato di negozi di tutti i tipi e marche, di tutti i prezzi e soprattutto quei negozi che nel tuo paesino non ci sono...
Lo shopping di provincia si trasforma pertanto in un’aggressione al centro commerciale o all’outlet nel fine settimana, con l’obiettivo di comprare tutto il necessario in un solo giorno, o addirittura si può incorrere nella delusione di non aver trovato il negozio che si pensava.
“Se solo vivessi a Roma...” questa è la frase che tanti ragazzi/e pensano con riferimento al famoso shopping, non necessariamente riferito al solito abbigliamento, ma anche e soprattutto al prodotto specifico, quello che non si trova in provincia.

Ed ecco l’idea: un sito dove gli utenti esprimono una richiesta specifica per un articolo, il più delle volte però la richiesta non è specifica e dettagliata in quanto lo scopo è quello di rendere lo shopping virtuale, non il classico e-commerce, ma un’esperienza diretta e dinamica.

Il Sito:  l’utente ospite entra nel sito e sceglie la categoria di articolo che desidera comprare (abbigliamento, hi-tech, art ecc...) specifica la città, le eventuali sotto-categorie e volendo scende anche nel dettaglio nel negozio, ubicazione, promozione in corso ecc... a questo punto aspetta che un operatore, ovvero un secondo utente che vive nella città richiesta, risponda con la sua disponibilità e a questo punto inizia il deal.

Come funziona: una volta che la richiesta è stata presa in carico l’operatore, visiterà il negozio o i negozi prescelti con una web-cam, magari con uno smartphone collegato via skype, e documenta gli articoli, le promozioni e da un parere personale; la documentazione potrà avvenire in diretta (smartphone con skype) oppure in differita, ovvero l’operatore potrà fare la sua recensione documentata da foto, video, commenti e prezzi e inviarla all’utente off-line.

Conclusione: se l’utente decide di procedere all’acquisto effettuerà l’accredito su una carta prepagata e l’operatore si incaricherà di comprare l’oggetto e spedirlo personalmente dopo aver concordato un compenso in fase di conferma del deal.


P.S. i suggerimenti sono ben accetti!

Ciao
Omar

giovedì 26 gennaio 2012

Portale dei lavori domestici


Vivo in una grande città (Roma) da fuori sede e ogni volta che devo fare un piccolo lavoro domestico comincia a venirmi la gastrite!! Si è rotto il rubinetto? Dovrò chiamare l’idraulico, 50 euro di chiamata, 200 euro per i materiali, 100 euro di manodopera... e il buonumore se n’è bello che andato... poi parlo con un amico che mi confessa di saper fare qualche lavoretto e che l’intervento l’avrebbe fatto con non più di 150 euro... NOOOO a saperlo prima...
Così mi sono chiesto: perché non saperlo prima? Da allora è nata l’idea per questo progetto.
Il progetto consta nella realizzazione di un portale WEB luogo di incontro tra domanda e offerta, esclusivamente di privati, per tutti i lavori domestici che solitamente richiedono l’intervento dello specialista con costi elevati. Gli utenti si possono registrare descrivendo le proprie capacità ed essere contattati da chi ne ha bisogno.
CRISI? Passi le giornate a guardare siti di recruiting e portali di annunci di lavoro? Se sai fare qualcosa che può essere utile in casa: idraulico, elettricista, pulizie, manutenzione computer, traslochi ecc...e hai del tempo da dedicarci, allora puoi iscriverti al nostro sito e metterti in mostra è GRATIS!

Cos’è:
E’ un sito WEB pubblico dove chiunque sappia fare qualche lavoro manuale e non, può mettersi in mostra con la propria tariffa e i commenti degli altri utenti a garanzia di affidabilità.
Ad ogni lavoro eseguito, l’utente beneficiario dovrà lasciare un feedback che consentirà al lavoratore di salire in classifica e avere più visibilità.


A chi è dedicato:
Il servizio è dedicato a studenti, lavoratori part-time, cassintegrati, giovani disoccupati, tutti coloro che vogliono dimostrare di aver voglia di fare nonostante la crisi. Hai la tua bella laurea appesa in camera ma non riesci a trovare lavoro? Se sai fare qualche lavoretto iscriviti al nostro sito, puoi sfruttare il tuo tempo per guadagnare qualcosa nel tempo a tua disposizione e magari ti accorgerai che forse è più conveniente e gratificante...

Come funziona:
Il portale è un servizio pubblico e gratuito dove gli utenti potranno inserire le proprie richieste o offerte, saranno presenti in particolare due tipologie di utenti:
  • Lavoratore
  • Utente

Per lavoratore si intende l’utente che si offre come prestatore del servizio (idraulico, elettricista ecc..), dovrà registrarsi al sito, compilare il suo profilo con le informazioni richieste, scegliere la categoria di appartenenza e la zona di intervento. La registrazione è gratuita, sarà attivata in seguito la possibilità di essere in vetrina, ovvero nelle prime posizioni di ricerca (come ebay o siti di annunci).
A differenza di un normale sito di annunci, qui sarà necessario compilare dei campi obbligatori (utili anche per la ricerca) tra i quali i giorni e gli orari disponibili, foto, tariffa oraria ecc... Ogni profilo avrà un sistema di valutazioni like ebay, in questo modo l’affidabilità del profilo potrà essere chiaramente individuata dall’utente nella pagina di dettaglio del profilo. Sarà anche messa a disposizione una chat dove gli utenti potranno parlare tra di loro.

Per utente si intende chi accede al sito web per cercare un lavoratore, avrà a sua disposizione svariati strumenti di ricerca e potrà mettersi in contatto con chiunque in base alle informazioni fornite, senza nessun costo.

Struttura del sito:
La home page presenterà tutte le categorie di lavori disponibili nel sito, sarà possibile fare una ricerca per territorio (città, quartiere ecc..) per capacità, gli annunci saranno divisi per categoria (idraulico, elettricista, ecc...) sarà disponibile anche la lista dei lavoratori con più feedback e una vetrina a pagamento (da sviluppare in seguito).

Guadagni:
Non sono previsti guadagni immediati per il sito, si conta di guadagnare popolarità in breve tempo per raggiungere un numero elevato di visitatori e utenti. 
I sistemi di guadagno sono i seguenti:
Annunci in vetrina
Contratto etico con il “lavoratore”: al momento della sottoscrizione si consiglia al lovoratore di versare un piccolo contributo (5-10-20 euro) a discrezione come remunerazione del servizio dato, il versamento in ogni caso non è vincolante
Versamento volontario: icona “dona una birra ai webmaster per supportare il sito” con una donazione dai 2 ai 20 euro
Pubblicità
Google Adsense
Eventuale presentazione al Ministero del Lavoro come progetto per rilanciare i lavori manuali nei giovani (un po’ ambizioso? )

Responsabilità:
Il sito non è responsabile dei lavori eseguiti dagli utenti del sito ne tantomeno della solvibilità dei richiedenti, sarà esclusivamente una vetrina per consentire agli utenti di pubblicizzare le proprie offerte o richieste, su esplicita segnalazione potrà altresì rimuovere gli annunci ritenuti scorretti.

Ciao
Omar

martedì 24 gennaio 2012

Promuovere la propria idea

L'idea da sola non basta, questo è chiaro. Ma allora come promuoverla?
Cercando nel Web mi sono imbattuto in questa piattaforma di Wind che da consigli pratici e suggerimenti su come promuovere la propria idea, oltre a proporre le migliori idee e trend del momento.
A prima vista mi sembra un buon progetto, resta da vedere se il portale rimarrà aggiornato, secondo me vale la pena monitorarlo.

Di seguito il link del portale: Windbusinessfactor

Segnalo anche l'interessante sezione dedicata alle idee: Windbusinessfactor.it/business-idea

Ciao a buone idee a tutti.

Omar

giovedì 19 gennaio 2012

Energie Rinnovabili, la forza dei piccoli.

Ciao a tutti,

ormai parlare di crisi o di disoccupazione giovanile sembra quasi un surplus pleonastico per rappresentare la situazione imbarazzante che rappresenta il mondo dei giovani di questo millennio a volte rassegnati ad un futuro nebbioso.
Come sempre, però, la mia indole ottimistica mi spinge a credere che è proprio in queste condizioni che deve emergere il potere, la volontà e la determinazione di noi giovani a prendere in mano la situazione attuale per dare una spinta all'economia ed essere protagonisti della grande rinascita.

Bando alle ciance ed eccoci alla presentazione di una nuova idea che mi è venuta stamattina leggendo un articolo: l'idea non contiene niente di nuovo come contenuto, il punto forte sta nel modo di condivisione e di utilizzo delle energie rinnovabili perché queste diventino strumento a portata di tutti per creare un nuovo mercato ed essere pionieri in Europa.

L'approvvigionamento energetico resta il fardello più pesante delle economie moderne soprattutto nei paesi dell'occidente, in particolare per l'Europa, tuttavia, come già detto migliaia di volte, abbiamo le condizioni ideali per sfruttare le energie rinnovabili che la terra ci offre gratuitamente. Il problema a questo punto è sempre stato politico, incentrato sulla grande distribuzione, chi può effettuare un investimento così grande per andare a scontrarsi con i colossi mondiali energetici? Probabilmente i governi hanno preferito insabbiare il problema come un problema di efficienza: le energie rinnovabili non bastano. Non sono d'accordo, le innovazioni in tale campo hanno portato ad un aumento considerevole dell'efficienza di tali fonti energetiche e l'individuazione di nuove possibilità continuamente.

Come fare allora a diffondere questa cultura? Finalmente arriva la mia idea, ovvero quella della diffusione capillare di piccole fonti energetiche.
Su internet si trovano centinaia di guide su come produrre in casa un piccolo sistema energetico sfruttando le energie rinnovabili, ad esempio un sistema eolico creato con un tubo e una ruota della bicicletta o con altri strumenti facilmente reperibili, ci sono siti che vendono piccole centraline fotovoltaiche, eoliche, idriche o che sfruttano le biomasse a pochi euro, ma basti semplicemente pensare ai pannelli fotovoltaici che ormai in tanti si sono dotati.

Una soluzione potrebbe essere quella di creare un portale di condivisione di tali energie che metta in evidenza il quantitativo in surplus disponibile alla vendita, suddiviso per tipologia di fonte, Kw prodotti e dislocazione geografica. 
In poco tempo, potrebbe essere evidente quanta energia sia possibile  creare grazie a piccoli o medi centri energetici fatti in casa, con tale forza è possibile portare alla luce come una distribuzione fatta da tanti piccoli è molto più vantaggiosa che creare una grossa centrale (magari nucleare), sia dal punto economico che dal punto della sicurezza e della stabilità della diffusione, potrebbero esserci sviluppi in termini di incentivi governativi e sussidi.
In ogni caso si diffonderebbe un'informazione a livello nazionale molto importante e tutt'ora non disponibile che potrebbe essere utile per pensare ad un nuovo mercato.

Aspetto suggerimenti.

Ciao
Omar

martedì 10 gennaio 2012

Arbitraggio

Ciao a tutti, dopo le vacanze bisogna rimettere in moto il cervello per pensare a nuove idee, oggi volevo proporre un'attività che mi è stata segnalata da un amico e che mi ha incuriosito parecchio, vi espongo giusto le basi per capire come potrebbe essere possibile sviluppare il business.

Come avrete notato dal titolo l'attività appena menzionata è il cosiddetto "arbitraggio", chiaramente non si riferisce alla carriera a volte bistrattata rappresentata dal simpatico omino di fianco, per introdurre l'argomento propongo di seguito la definizione da Wikipedia:
"In economia e in finanza, un arbitraggio è un'operazione che consiste nell'acquistare un bene o un'attività finanziaria su un mercato rivendendolo su un altro mercato, sfruttando le differenze di prezzo al fine di ottenere un profitto. L'operazione è possibile se il ricavo che si ottiene supera i costi per il trasferimento del bene trattato da un mercato all'altro. L'intera operazione deve essere senza alcun rischio per l'operatore."

L'arbitraggio a cui mi riferisco, però non riguarda movimenti finanziari propriamente detti, ma compravendite di pubblicità all'interno della rete. Anche questa volta Internet ci offre un'attività lucrativa nuova con la possibilità di guadagni interessanti.
In due parole l'attività consiste nel comprare traffico dai motori di ricerca (vedi il classico Google Adwords) sotto forma di click, per poi indirizzare l'utente interessato agli argomenti proposti dagli annunci pubblicitari su pagine di atterraggio contenenti pubblicità congruenti, questa volta però si passa dal lato dell'ospitante, ovvero si viene pagati per ospitare l'annuncio pubblicitario.
A questo punto se il costo per click pagato risulta inferiore a quello guadagnato dalla pubblicità ospitata, si genera un guadagno.

Questo fenomeno è in forte espansione e già utilizzato da aziende che fatturano soldoni, mi piacerebbe approfondire l'argomento e provare a far partire il business?
Chi ci sta?

Alla prossima
Omar


/* Google Analytics ----------------------------------------------- */